Gabrinus tra storia e leggenda

tipo3La storia della birra è fatta di molte figure a metà tra la realtà e la leggenda. Una delle più significative è certamente quella del mitico Gambrinus, entrato nell’immaginario collettivo non tanto per gesta epiche sul campo di battaglia, quanto per quelle compiute a tavola.
L’iconografia più diffusa di questo personaggio lo vede raffigurato come un omone dalla lunga e fluente barba, con sfarzosi abiti regali, con in testa una corona di spighe d’orzo o di luppolo e un boccale di birra in mano.

 

tipoSu questa figura si concentrano una serie di storie e leggende che lo identificano, di volta in volta, come un mitico re delle Fiandre, Jan Primus, vissuto tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, piuttosto che come Giovanni di Borgogna, conte di Borgogna, Artois e Fiandre tra la fine del 1300 e l’inizio del ‘400.
La prima figura potrebbe essere legata a quella di Giovanni I di Brabante, citato in un testo del 1500 come uno dei primi re della nazione tedesca, ma sono moltissime le figure che nel corso dei secoli sono stati accostati a questo personaggio mitico.
C’è chi, come lo studioso tedesco Johannes Aventinus, vissuto tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, nei suoi “Annali bavaresi” lo descrive come figlio di un re germanico precristiano, Marsus, capace di bere enormi quantità di birra e addirittura fondatore del porto di Amburgo.
Secondo un’altra leggenda, invece, sarebbe stato birraio alla corte di Carlo Magno, mentre una versione alternativa vuole che abbia appreso l’arte di produrre la birra direttamente dalla dea egizia Iside. Un racconto popolare nelle Fiandre lo rappresenta come un giovane innamorato non corrisposto, pronto a vendere l’anima al diavolo pur di conquistare la sua amata. Sarebbe stato proprio il Re degli Inferi a consegnargli il segreto di una bevanda fatta con malto e luppolo, che lo avrebbe reso così popolare da attirare certamente l’attenzione della donna dei suoi sogni.

C’è chi invece lo ricorda come il capo della corporazione dei birrai di Bruxelles nel dodicesimo secolo, in grado grazie all’astuzia e alle incredibili capacità di bevitore di conquistare il riconoscimento di “patrono dei birrai”.
A prescindere da quale sia l’origine di questa figura, certamente ancora oggi Gambrinus può essere considerato una sorta di “Bacco della birra”, una divinità alla quale, ci rendiamo conto, per tutti i birrafondai è difficile non voler bene.

 

tipo2C’è chi invece lo ricorda come il capo della corporazione dei birrai di Bruxelles nel dodicesimo secolo, in grado grazie all’astuzia e alle incredibili capacità di bevitore di conquistare il riconoscimento di “patrono dei birrai”.
A prescindere da quale sia l’origine di questa figura, certamente ancora oggi Gambrinus può essere considerato una sorta di “Bacco della birra”, una divinità alla quale, ci rendiamo conto, per tutti i birrafondai è difficile non voler bene.

 

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Angelo Marcinnò

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