Un Viaggio a Tapppe – Partendo dal Colle del Nivolet per arrivare ad Alassio

  • La nostra partenza sarà dal colle del Nivolet…

Uno dei più notevoli colli del gruppo montuoso del Gran Paradiso (2641 m), in Piemonte. Si trova sulla dorsale spartiacque tra la Valsavarenche e la valle dell’Orco, decorrente tra la Punta di Galisia (3346 m) e il Mont Taout Blanc (3438 m). La strada che dal Nivolet scende verso il lago Agnel e il lago Serrù è stata utilizzata nelle riprese del film The Italian Job. La scena finale del film che vede il pullman in bilico sul costone a strapiombo.

  • Il nostro viaggio continua e ci troviamo a passare da Ceresole Reale… I due paesi distano esattamente 19 Km…

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Ceresole Reale è un comune italiano di 169 abitanti della Città metropolitana di Torino situato in alta valle Orco, in Piemonte. Un Paese  di origine Celtica che conserva alcune tracce della dominazione romana, infatti nei corridoi sotterranei delle miniere di Bellagarda e Cuccagna sono presenti alcune iscrizioni latine. In merito la tradizione locale dice che l'Impero Romano condannava i Cristiani ai pesanti e rischiosi lavori di estrazione. Dalle antiche vittime delle miniere trae anche origine il culto di San Meinerio, simbolo di tutti i martiri della fede.

  • Continuando e percorrendo questi stupendi posti, dopo altri 49 Km decidiamo di fare tappa a Rivarolo Canavese…

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Rivarolo Canavese sorge nella pianura sulla destra orografica del torrente Orco. Un paese antichissimo risalente fino all'anno 1000, quando l’imperatore dell’ impero romano germanico, Ottone III, restituì alla Chiesa di Vercelli le terre di cui si era impadronito alcuni anni prima Arduino, tra esse vi era, appunto, “Rivarolum”. Nell’ XI secolo il piccolo abitato si sviluppò vicino al guado sul torrente Orco, verso Ivrea. Le costruzioni non avevano uno schema geometrico, il tutto era un insieme di casupole di contadini erette attorno al Castellazzo, il castello più antico di Rivarolo. Le attuali Via Ivrea e Via Maurizio Farina delimitavano questo primo borgo.

 

  • Mettendoci in viaggio decidiamo di fare una deviazione, non possiamo perdere l'occasione di andare a vedere la Sagra di San Michele, quindi decidiamo di fare questi altri 65 Km che ci dividono da lei…

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La sacra di San Michele è un complesso architettonico collocato sul monte Pirchiriano, all'imbocco della val di Susa. Situato nel territorio del comune di Sant'Ambrogio di Torino poco sopra la borgata San Pietro, appartiene alla diocesi di Susa. È il monumento simbolo del Piemonte e una delle più eminenti architetture religiose di questo territorio alpino, transito per i pellegrini tra Italia e Francia. Ristrutturato, è stato affidato alla cura dei padri rosminiani. Umberto Eco si è parzialmente ispirato a questa abbazia benedettina per ambientare il suo celebre romanzo il nome della rosa.

 

  • Dopo aver visitato questa meraviglia decidiamo di rimetterci in viaggio, decidiamo di fare tappa stavolta nelle langhe…

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Questo susseguirsi ininterrotto di colline da farti perdere il senso dell’orizzonte, e qual è la particolarità della sua gente? Difficile spiegarlo a chi non è mai stato in questa terra di mezzo nella quale puoi inebriarti con lo spettacolo maestoso delle Alpi che la racchiudono mentre respiri la brezza che porta il profumo del mare. Montagne, colline e terra di estremi e di contraddizioni come quelle della sua gente, apparentemente burbera ma profondamente ospitale.

  • Mentre percorriamo queste strade iniziamo a sentire un pò di stanchezza ma questo girovaghare ci inizia a piacere, e allora dopo altri 57 Km facciamo tappa a Mondovì..

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In principio questo paese, nel 1198, si chiamava Mons Regalis, Monte Regal, un nome che evidenziando i privilegi della città, sottolineava anche la vocazione all’indipendenza delle genti che dagli insediamenti vicini erano confluite sul colle naturalmente ben protetto. Ancora oggi gli abitanti si chiamano Monregalesi, poi divenuto Mondovì, da Monte di Vico (Vicoforte), il centro più vicino, uno dei terzieri che diede vita al primo nucleo urbano insediato sulla attuale collina di Piazza. La posizione strategica, l’insofferenza al potere, l’importanza che presto assunse non le hanno risparmiato da allora alcuna vicissitudine della storia..

  • Dopo Mondovì, decidiamo di tirare dritto fino a Savona facendo 68 Km per vedere finalmente il mare…  Decidendo di farci tappa…

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Uno dei porti più frequentati del Nord-Italia, e anche una città da scoprire. Un centro molto carino, delle spiagge premiate per molti anni con la Bandiera blu per i loro servizi e il quartiere del porto che la caratterizza in maniera unica. Savona è una cittadina da vivere anche più di qualche settimana all'anno: clima mediterraneo e buonissima qualità della vita. La zona della Vecchia Darsena è stata riqualificata: gli edifici moderni quali il Palacrociere si uniscono alle vecchie costruzioni come la Torretta in un mix davvero piacevole da raccontare.

  • Dopo aver visitato anche Savona ci dirigiamo finalmente versò la nostra metà definitiva, dopo gli ultimi 57 Km finalmente arriviamo ad Alassio…

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Savona è una città piacevole, ricca di testimonianze storiche e di luoghi d’arte che esprimono una generosità culturale davvero sorprendente. Dal suo porto, un tempo esclusivamente commerciale, a porto turistico contraddistinto da un importante terminal crociere, dalla cura di una spiaggia in passato frequentata quasi esclusivamente dai savonesi ed ora attrezzata per richiamare ospiti. L’atmosfera di città di mare entra nei vicoli, i “carruggi” del centro storico, dove l’arte ha i suoi principali punti d’interesse, dalla Pinacoteca Civica, agli Oratori, alle Chiese con il Duomo e la “piccola” Sistina, cappella fatta erigere dal Papa savonese Sisto IV. E ancora: dagli austeri palazzi con i portali d’ardesia alle torri fra le quali spicca un altro simbolo savonese, la “Campanassa” scrigno delle tradizioni più antiche.

Dopo questo lungo viaggio fatto di meravigliose tappe finalmente dopo un totale di 320 Km circa, finalmente ci regaliamo un meritato riposo. Decidendo di fare una pazzia andando ad alloggiare al Grand Hotel Alassio. Dal 1898, il Grand Hotel Alassio riconosciuto come il simbolo del lusso, e della raffinatezza non solo ad Alassio ma in tutta la Riviera dei Fiori. Affacciato sul mare, ed espressione del più raffinato stile neoclassico.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Angelo Marcinnò

Informazioni su Angelo Marcinnò

Amo il web e tutto quello che ci gira attorno, sa ascoltare ed è fin troppo curioso sempre pronto a scoprire nuove realtà. E' un perfetto casalingo o almeno ci prova e ama gli animali. Ha i piedi per terra ma allo stesso tempo è ambizioso e capace di raggiungere i propri obbiettivi. Pronto a superare qualsiasi problema con il sorriso e il suo spirito giovane e sbarazzino che lo porta a giocare a calcio o a girovagare alla scoperta della sua Torino.

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